Territorio circostante

L’Agriturismo “Zafferano e dintorni” è immerso nel verde, accarezzato dal fiume Nera che nel tempo ha modellato questa valle, protetto dalla vicina Abbazia e controllato con benevolenza dall’insediamento arroccato di Castel san Felice.

La strada che lo avvicina è l’antica strada che collegava tutti i borghi della valle. Questa via, superato il Nera tramite un suggestivo ponte romano, racconta la sua storia attraverso l’antica stazione di posta e l’antica osteria, che costruite una di fronte all’altra si controllano un po’ curiose e piuttosto invidiose, la chiesa rurale di S. Maria, i resti di un vecchio mulino e la fonte vecchia.

La nostra struttura, che nasce come foresteria dell’Abbazia accogliendo pellegrini e viandanti per poi diventare nel secolo scorso l’abitazione della famiglia contadina che coltivava i terreni dell’Abbazia, si inserisce appieno nel contesto naturalistico ed architettonico del luogo.

Il complesso edilizio che troviamo in quest’area, formata da un terrazzo fluviale e da un repentino allargamento della valle e che fu sede di un’m antica tribù di Naharci, si è formato a seguito dell’insediamento degli eremiti siriani e successivamente con la realizzazione prima della Chiesa e successivamente del monastero adiacente e del paese di Castel san Felice.

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La Chiesa e l’Abbazia.  Mito, leggenda e realtà…

La Valnerina fu un luogo molto amato da monaci ed eremiti che edificarono eremi ed abbazie e bonificarono molte zone paludose.

Mauro, venuto a Roma dalla Siria nel V secolo con altri 300 monaci, risalì la Valnerina e si insediò con il figlio Felice e la nutrice in questo luogo solitario e dopo aver vissuto per un periodo in una grotta, costruisce un eremo.

Portò il cristianesimo nella valle ma soprattutto bonificò l’intera area malsana ed infestata con opere di canalizzazione e di taglio della vegetazione.

La leggenda del Drago, ucciso dal figlio Felice e che risalta in maniera egregia nel fregio sotto il rosone della facciata, molto probabilmente interpreta la scomparsa della malaria e la conseguente liberazione della popolazione da questo flagello.

La chiesa, costruita sopra l’antico eremo fine e rifatta integralmente alla fine del XII secolo, rappresenta uno dei più bei esempi di architettura romanico spoletina. La facciata che risalta in tutta la sua bellezza con il rosone ed i bassorilievi in evidenza è stata restaurata nel 1993-94.

La chiesa ed il complesso monastico sono stati restaurati nel 2000, l’anno del Giubileo.

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Castel san Felice

Splendido borgo medioevale il “castello” di san Felice sorge su un colle isolato, è posto a difesa del ponte sul Nera che portava verso Sant’Anatolia e verso Vallo di Nera ed al controllo della via che veniva da Spoleto. Paese fortificato, ben conservato e ristrutturato è interamente cinto da mura e con tre porte d’ingresso; ha un impianto urbano caratteristico con strade anulari concentriche intersecate da stradelli o scalini.

Alla scoperta della Valnerina

Chi vede per la prima volta Valnerina, si sorprende. Questo è un territorio vero, che alterna montagne a valli e piane di una bellezza unica...

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